Episodio 3 - Un bagno nel Fiume
Mi spogliai sulla riva e mi immersi nel fiume senza pensarci troppo.
L’acqua era fredda, pulita, di quelle che ti strappano via la polvere dei giorni e anche qualche pensiero di troppo. Restai fermo controcorrente, lasciando che il rumore dell’acqua coprisse tutto il resto.
Pensai a Piri.
Che creatura strana. Buffa, diretta, curiosa fino all’indiscrezione. Eppure, contro ogni previsione, la sua compagnia non mi dispiaceva affatto.
Da più di un mese viaggiavo da solo. Da quando avevo lasciato il villaggio con la mia cartella da cartografo e poche monete in tasca, ero rimasto invisibile al mondo. Un uomo qualunque che disegna mappe non suscita grande interesse. Nessuno fa domande a chi non sembra avere nulla.
E invece lei… lei mi aveva trovato subito interessante.
Interessante e brutto, a quanto pare.
Scoppiai a ridere da solo, una risata sciocca e liberatoria, mentre la corrente mi scorreva attorno alle gambe. Fu allora che decisi di uscire dall’acqua.
E lì la vidi.
Piri era sulla riva, accanto ai miei vestiti, con la testa leggermente inclinata e quello sguardo attento che ormai stavo imparando a riconoscere. Non c’era malizia, solo pura curiosità. Mi osservava come si guarda qualcosa di nuovo, cercando di capirne il funzionamento.
Io, molto meno sereno di lei, feci immediatamente un passo indietro nell’acqua, cercando di coprirmi alla meglio. Non ebbi nemmeno il tempo di dire una parola.
Perché dietro di lei vidi il movimento.
Un goblin.
«Piri! In alto!» urlai senza pensarci.
Lei reagì d’istinto, battendo le ali e sollevandosi appena da terra, mentre io afferravo una pietra liscia dal greto del fiume e la lanciavo con tutta la forza che avevo. Il colpo centrò il goblin al fianco, facendolo cadere rovinosamente.
Non fu l’unico. Un secondo goblin sbucò dal boschetto poco distante, attirato dal trambusto. Seguì uno scontro breve e confuso, fatto di grida, spruzzi d’acqua e scelte prese più per fortuna che per strategia. Alla fine, entrambi giacevano immobili sull’erba.
Quando tutto fu finito, Piri atterrò accanto a uno dei corpi e lo osservò con attenzione.
«Sono uomoni!» disse convinta. «Li conosci?»
La guardai, sinceramente spiazzato.
Non tanto dalla domanda, quanto dalla sicurezza con cui l’aveva posta.
«Piri… sono goblin,» risposi. «Come fai a confonderli con degli uomini?»
Lei mi fissò, poi indicò il corpo con un gesto della mano.
«Hanno quella coda davanti, come la tua...solo molto più piccola. E sono brutti.»
Sospirai. «Ah, grazie.»
Piri sembrò riflettere un istante, poi annuì e aggiunse:
«In effetti loro sono verdi. Più carini di te. Il verde mi piace. Probabilmente sono uomoni maschi. Tu invece, con quei colori pallidi… sei sicuramente un uomo femmina.»
Lo disse con il tono serio di chi sta spiegando una verità scientifica incontestabile.
«Uomo femmina,» ripeté paziente, come se stessi faticando a seguire una spiegazione elementare. «Colori spenti, odore strano, comportamento prudente.»
«Sono un maschio anch'io tranquilla»
Lei inclinò di nuovo la testa.
«Allora perché loro ti hanno inseguito?»
Aprii la bocca per rispondere, poi mi fermai.
Piri schioccò la lingua, improvvisamente sicura della sua conclusione.
«Ah! Devono aver sentito il tuo odore. Sei in ovulazione?»
Stavo per ribattere quando mi resi conto che, forse, sotto tutta quella logica improbabile, una cosa l’aveva capita: i goblin non erano arrivati per caso. Creature abbastanza furbe, ma con pessimi istinti quando percepiscono una presenza interessante.
Quando sentono l'odore di una femmina non ragionano più. Non importa di quale specie appartenga. I goblin non disprezzano nessuna creatura da quel punto di vista.
Con la punta del piede spinsi uno dei corpi, solo per assicurarmi che non stesse fingendo. Fu allora che lo vidi.
Tra le sue unghie c’erano dei capelli biondi.
Mi si gelò il sangue.
Non erano arrivati dal bosco per caso, né spinti solo dalla fame. Erano usciti in preda all’euforia. Quei capelli appartenevano a qualcuno che stavano già trascinando verso la loro tana. Due di loro, probabilmente, avevano sentito l’odore di Piri e si sono separati dal gruppo, convinti di poter catturare un’altra preda tutta per loro.
Strinsi i pugni.
Chiunque fosse quella persona… forse non era ancora troppo tardi per salvarla.






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